La società non può esistere senza regole e non può essere "civile" senza riconoscere diritti, grazie ai quali i suoi componenti sono cittadini e non sudditi. Regole e diritti, di derivazione costituzionale, sono scritti nel codice civile, vera "bibbia" per i giuristi, ed ivi, nel libro primo, sono custodite le norme che disciplinano gli aspetti fondamentali della vita comune e quotidiana (persone, matrimonio, famiglia), sulla cui base sono disegnati i limiti delle libertà di ciascuno ed i diritti che lo Stato non può cancellare o comprimere oltre misura.

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